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24/01/2019

ATTENZIONE: NON ESISTE NESSUNO STUDIO DEL WORLD HEALTH ORGANIZATION

LA RISPOSTA DELL’UNIONE ALLE ULTIME ACCUSE CONTRO L’OLIO DI PALMA

 

Ancora polemiche strumentali sull’olio di palma. Questa volta innescate da un articolo scientifico di Sowmya Kadandale, Robert Marten e Richard Smith (1) pubblicato sul sito del Bulletin of the World Health Organization (Organizzazione Mondiale della Sanità) e lanciato qualche giorno fa dalla Reuters con un pezzo dal titolo sensazionalistico e addirittura offensivo.

Innanzitutto è importante precisare che, nonostante quanto riferito dai media con titoli roboanti, non si tratta di uno studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Come si legge in una nota, il Bulletin of the World Health Organization è stato creato per raccogliere le ricerche e gli studi di esperti, ma le visioni espresse dagli autori non rappresentano quelle dell’Organizzazione. È errato dunque attribuire le conclusioni di questo studio all’OMS.

La stessa Reuters ha dovuto rettificare e correggere in parte il titolo del proprio articolo.

Gli autori dello studio – Palm oil industry and non communicable diseases – dopo aver passato in rassegna una serie di studi, traendo sommarie conclusioni sugli impatti della produzione ed il consumo dell’olio di palma sulla salute ed il pianeta, accusano l’industria dell’olio di palma di aver finanziato una serie di lavori scientifici in campo nutrizionale e ambientale, paragonandone l’attività a quella svolta da lobby di settori ben differenti, sia per tipologia di prodotti rappresentati sia per modalità e occasioni di consumo degli stessi.

L’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile, biasima le modalità con cui è stato presentato l’articolo che ha il chiaro intento di screditare l’intera filiera di un prodotto alimentare venduto e consumato da milioni di persone nel mondo. Ecco perché:

  • Paragonare l’olio di palma a prodotti di così diversa natura è scorretto e insensato: i grassi e gli oli alimentari (incluso l’olio di palma) sono parte integrante di una dieta equilibrata ed uno stile di vita sano. L’olio di palma non può dunque essere associato a prodotti che per evidenze scientifiche comprovate hanno un impatto negativo sulla salute e delle quali si consiglia di limitare il consumo.
  • Indipendentemente dal supporto finanziario, qualsiasi pubblicazione scientifica deve essere valutata da altri esperti nel campo prima di essere divulgata per assicurarne la qualità: non è un segreto che l’industria finanzia la ricerca e questo vale per tutti i campi, incluso l’olio di palma, vista anche l’insufficienza dei finanziamenti pubblici. La ricerca è il principale motore per l’innovazione ed è fondamentale per la crescita futura.
  • La relazione tra i nutrienti e la salute dovrebbe essere valutata nell’ambito della dieta nel suo complesso e non in termini di singoli nutrienti: lo stesso Istituto Superiore della Sanità ha affermato che “La letteratura scientifica non riporta l’esistenza di componenti specifiche dell’olio di palma capaci di determinare effetti negativi sulla salute, ma riconduce questi ultimi all’elevato contenuto di acidi grassi saturi dell’olio di palma rispetto ad altri ingredienti alimentari” sottolineando che oltre l’80% dei grassi saturi che assumiamo deriva da altri alimenti quali carni, latticini, uova, altri oli e grassi.
  • Il successo dello sviluppo sostenibile dell’olio di palma è la chiave per diminuire la povertà, importante driver globale anche per la promozione della salute: lo sviluppo della filiera dell’olio di palma sostenibile contribuisce al raggiungimento di almeno 9 degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite (riduzione della povertà e sviluppo socioeconomico, tutela ambiente e biodiversità, sicurezza alimentare). Oggi grazie alla produzione di olio di palma sostenibile molti paesi hanno la possibilità di combattere la povertà e avviarsi verso uno sviluppo economico e sociale (Link conferenza Vaticano).
  • Come riconosciuto anche dagli autori dell’articolo, su scala globale non esiste al momento un’alternativa realistica all’olio di palma. Pochi mesi fa l’International Union of the Conservation for Nature (IUCN) ha pubblicato un’interessante rapporto “Saying ‘no’ to palm oil would likely displace, not halt biodiversity loss” che dimostra come il boicottaggio dell’olio di palma a favore di oli alternativi avrebbe un forte impatto su altri habitat, spostando il problema e contribuendo alla minaccia e alla distruzione della natura, invece di difenderla (per maggiori informazioni leggi qui). La grande sfida è quella di convertire il mercato globale all’olio di palma sostenibile evitando politiche e misure discriminatorie.

 

Per maggiori informazioni:

 

1 Sowmya Kadandale United Nations Children’s Fund, Indonesia.

Robert Marten Department of Global Health and Development, The London School of Hygiene & Tropical Medicine, London, England.

Richard Smith College of Medicine and Health, University of Exeter, Exeter, England.