UN PRODOTTO DI ORIGINE NATURALE

L’olio del frutto di palma è un prodotto di origine naturale, estratto per spremitura dalla polpa dei frutti della palma da olio.  Il frutto ha le dimensioni di una piccola prugna e si presenta in caschi che possono pesare tra i 20 e i 30 kg. Ogni frutto della palma contiene circa il 30-35% di olio, ciò significa che una palma da olio produce ogni anno circa 40 kg di olio. (Fonte: http://www.palmoilandfood.eu/en/what-is-palm-oil )

I frutti della palma vengono sterilizzati tramite vapore, denocciolati, pressati e filtrati, senza uso di solventi. Con questa spremitura, si ottiene l’olio di palma grezzo, di colore rosso scuro dovuto all’elevata quantità di carotenoidi (600-700 mg/L). L’olio di palma grezzo passa poi attraverso un processo di raffinazione che elimina sostanze quali tannini, flavonoidi, terpeni, migliorando le caratteristiche organolettiche del prodotto ed incrementandone la stabilità. L’olio di palma può essere sottoposto ad ulteriori procedimenti di trasformazione a seconda del campo di applicazione. Tra questi di particolare interesse è il frazionamento con cristallizzazione che consente di separare la frazione liquida (oleina) da quella solida (stearina).

olio vegetale di palma

Oggi quello di palma è l’olio vegetale più usato al mondo (35% del totale), seguono quello di soia (circa 27%), colza (circa 14%), girasole (8%) e oliva che rappresenta solo l’1% del mercato degli oli vegetali (Fonte Oil World – dicembre 2015). Una situazione che, anche nel prossimo futuro, sembra destinata a rafforzarsi ulteriormente visto che si stima che la domanda e la produzione di olio di palma cresceranno di un +40% da qui al 2050 (Fonte: How much palm oil do we need? R.H.V. Corley, 2008). La ragione sta nel fatto che nel 2050 la popolazione mondiale supererà i 9 miliardi di persone con un conseguente aumento della domanda mondiale di cibo (+70% secondo la FAO). Se pensiamo che in un’alimentazione equilibrata i grassi dovrebbero fornire intorno al 30% delle calorie totali quotidiane, è facile immaginare che la domanda di oli vegetali e quindi anche di olio di palma possa crescere a livello globale.

Attualmente Malesia e Indonesia sono i più grandi produttori di olio di palma rappresentando circa l’86% della produzione mondiale. In questi due Paesi del Sud-Est asiatico questa coltura assicura lavoro e sussistenza economica a milioni di persone. Per contro i principali importatori di olio di palma sono l’India, la Cina e l’Unione Europea.

Il peso globale dell’import italiano rispetto alla produzione mondiale di olio di palma è pari al 2,4% del totale.

L’Italia importa in media 1.600.000 tonnellate di olio di palma (Fonte Coeweb ISTAT): il 21% viene impiegato dall’industria alimentare, mentre il rimanente 79% viene usato dal settore bioenergetico, da quello zootecnico, dall’oleochimico, dal cosmetico e dal farmaceutico.

Sul fronte alimentare, l’impiego dell’olio di palma ha permesso, negli anni, di eliminare i grassi vegetali idrogenati e riveste quindi un ruolo centrale nella riduzione del contenuto di acidi grassi TRANS nei prodotti alimentari. L’industria alimentare lo sceglie per alcune caratteristiche che questo ingrediente può garantire: la capacità di conferire ai prodotti la necessaria “croccantezza” o cremosità; il suo avere sapore e fragranza neutri che non influenzano le caratteristiche degli altri ingredienti; soprattutto la sua resistenza a temperature elevate e all’ossidazione, lo rende più adatto di altri oli e grassi ad essere utilizzato in alimenti cotti ad alta temperatura.

La sua elevata stabilità lo rende particolarmente adatto a garantire una maggiore conservabilità degli alimenti, consentendo quindi anche di ridurre gli sprechi. Oggi quindi l’olio di palma è diventato un ingrediente difficilmente sostituibile con altri oli vegetali per motivi tecnologici, organolettici e disponibilità.

 

Olio di palma: perché se ne parla tanto?

Partiamo da una constatazione. Quello di palma è oggi l’olio vegetale più esportato al mondo: rappresenta infatti ben il 60% del totale export (fonte Foreign Agricoltural Service / USDA, dicembre 2015). Parliamo di una fetta di mercato molto interessante. Sono in gioco forti interessi commerciali concorrenziali, legati a un business già oggi rilevante e destinato a crescere ulteriormente nell’arco del prossimo decennio.

Di fronte alla crescente ostilità – anche in Italia – nei confronti dell’olio vegetale più in alto alle classifiche del commercio internazionale, è giusto domandarsi il perché di tanta attenzione su questo ingrediente.

Per saperne di più:

 

“L’olio giusto – Perché è scoppiata la guerra dell’olio” di Rita Fatiguso e Jose Galvez, edito da Giunti. Clicca qui

Olio di palma, la verità dei produttori. La Malesia attacca: “Una guerra di lobby”. Clicca qui

Palm Oil and Health: A Case of Manipulated Perception and Misuse of Science. Clicca qui