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16/01/2021

Amsterdam Declarations Partnership 2025: il Governo italiano conferma l’impegno a promuovere l’impiego esclusivo di olio di palma sostenibile

Amsterdam Declarations Partnership

ll Ministro dell’Ambiente  Sergio Costa ha firmato insieme ai rappresentanti di altri 8 paesi europei la nuova dichiarazione di impegni della Amsterdam Declarations Partnership, presentata in occasione del One Planet Summit.

Una importante conferma dopo l’impegno a promuovere l’impiego esclusivo di olio di palma sostenibile già assunto nel 2017 dall’allora Ministro in carica Gian Luca Galletti che firmando le Dichiarazioni di Amsterdam aveva commentato: “Grandi aziende nazionali lavorano da tempo con responsabilità, ottenendo anche autorevoli certificazioni, perché il loro approvvigionamento di olio del frutto di palma avvenga in modo sostenibile” – aggiungendo –  “Con questa firma vogliamo valorizzare un impegno reale per l’ambiente, che non può finire nel calderone delle generalizzazioni, che danneggiano l’immagine delle aziende e alterano la concorrenza”.

 

Amsterdam Declarations Partnership

Le Dichiarazioni di Amsterdam sono state lanciate nel 2015 nel contesto dell’Accordo sul Clima di Parigi e si basano sulla Dichiarazione di New York inerente agli impegni verso la tutela delle foreste. Le due dichiarazioni sottolineano l’importanza globale di preservare le foreste primarie e le aree ad alto valore di conservazione attraverso una gestione responsabile della catena di approvvigionamento delle materie prime agricole. Una di esse riguarda in modo specifico la filiera dell’olio di palma.

 

I firmatari 

Oggi sono nove i paesi europei che aderiscono all’Amsterdam Declarations Partnership. Belgio e Spagna si sono aggiunti quest’anno a Danimarca, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Regno Unito e Norvegia.

Le parole pronunciate dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa al Consiglio dei Ministri Ambiente UE del 17 dicembre 2020 confermano che “L’Italia è in prima linea nel sostenere l’azione dell’Unione Europea per proteggere e ripristinare le foreste del mondo, anche con l’utilizzo di misure mirate a ridurre al minimo l’immissione di prodotti associati alla deforestazione e al degrado forestale nel Mercato Unico dell’UE”. Il Ministro ha ricordato la recente Presidenza italiana di turno dell’ Amsterdam Declarations Partnership ed ha affermato che “l’Italia, come tutti i paesi dell’ Amsterdam Declarations, sta finalizzando il suo impegno per sostenere le importanti sfide che ci attendono nei prossimi anni”.

Consiglio Ambiente UE: intervento del ministro Costa su deforestazione from Ministero dell’Ambiente on Vimeo.

 

Gli obbiettivi

La nuova dichiarazione di impegni dell’ Amsterdam Declarations Partnership per il 2025 richiama diversi obiettivi programmatici, tra i quali:

  • Coordinamento su tutte le politiche che affrontano il tema della deforestazione e dei prodotti agricoli;
  • Eliminazione della deforestazione dalle catene di approvvigionamento europee attraverso politiche e misure finalizzate alla sensibilizzazione dei produttori e dei consumatori, al miglioramento dei requisiti di sostenibilità degli acquisti pubblici e privati, all’introduzione della due diligence, accordi bilaterali, al sostegno a iniziative nazionali multi-stakeholder e partnership tra settore pubblico e privato;
  • Ricorso alla diplomazia dell’UE per promuovere una più efficace azione globale;
  • Creazione di partnership con i paesi produttori e altri portatori di interesse;
  • Collaborazione con i paesi produttori nell’implementazione di politiche e tecniche per prevenire la deforestazione;
  • Miglioramento della capacità di monitoraggio e della trasparenza delle informazioni.

Tra i diversi punti elencati, particolarmente interessante è il richiamo agli acquisti verdi della pubblica amministrazione, strumento molto efficace per orientare il mercato e favorire lo sviluppo di filiere sostenibili. In Italia, purtroppo, negli ultimi anni, sulla scia della campagna di demonizzazione e boicottaggio dell’olio di palma, i capitolati tecnici di diverse gare pubbliche, anziché prevedere requisiti minini di sostenibilità per gli acquisti di olio di palma o di prodotti che lo contengono, ne hanno precluso l’impiego senza operare alcuna distinzione tra l’olio di palma convenzionale e olio di palma certificato sostenibile. Cosi facendo, non solo è stata incentivata la sostituzione dell’olio di palma con altre materie prime non necessariamente più sostenibili, ma si è persa una grande opportunità per stimolare il mercato ad adottare politiche di sostenibilità.

 

Olio di palma certificato sostenibile

L’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile è da anni impegnata a favorire una catena di approvvigionamento 100% sostenibile. Nel 2019 il 92% dell’olio di palma importato in Italia per usi alimentari è certificato RSPO.

L’Europa può essere un importante “game changer” per assicurare una filiera globale al 100% sostenibile, obiettivo raggiungibile solo se tutti gli stakeholder pubblici e privati, ​​industria, società civile e i governi dei paesi produttori e consumatori, lavoreranno insieme in modo coerente. E’ essenziale il contributo delle istituzioni nazionali e comunitarie per orientare il mercato verso modelli di produzione e consumo più sostenibili. Per queste ragioni, il rinnovato impegno del Governo italiano nell’ambito della Amsterdam Declarations Partnership riveste una importanza particolare.

Amsterdam Declarations Partnership