Il primo Rapporto civico sul consumerismo sostenibile di Cittadinanzattiva mette in luce le difficoltà dei consumatori nel reperire informazioni affidabili e comprendere le caratteristiche dei prodotti.
Il 17 settembre è stato presentato a Roma il Primo Rapporto civico sul consumerismo sostenibile di Cittadinanzattiva, realizzato nell’ambito del progetto “Vita da Generazione SpreK.O.”, finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. All’appuntamento è stata invitata Francesca Ronca, Segretario Generale dell’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile.
Il Rapporto mette in relazione sostenibilità, accessibilità economica, qualità dell’informazione e tutela dei consumatori. integrando i risultati diverse consultazioni civiche. Tra le fonti utilizzate figura anche la ricerca “Nutrizione sostenibile e lotta agli sprechi”, realizzata nel 2025 da Cittadinanzattiva con la collaborazione scientifica di EngageMinds HUB dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e il contributo non condizionato dell’Unione, portando i temi della consapevolezza alimentare e della conoscenza delle filiere all’interno di una riflessione più ampia sui consumi sostenibili.
Dalla ricerca emerge una distanza tra sensibilità, conoscenze e strumenti per scegliere. Il 54% dei rispondenti dichiara di seguire già un’alimentazione sostenibile, ma il 79% non individua la corretta ripartizione calorica di una dieta bilanciata e soltanto il 38% si considera molto informato sugli standard ambientali ed etico-sociali dei produttori.
Anche l’accesso alle informazioni presenta difficoltà: appena il 20% dichiara di leggere sempre le informazioni sulle confezioni, mentre il 40% dubita spesso della veridicità dei messaggi pubblicitari, soprattutto sulle proprietà salutistiche e sull’impatto ambientale. Quando sorgono dubbi, il 27% non trova informazioni attendibili e il 31% non sa dove cercarle.
Queste evidenze richiamano la necessità di accompagnare l’interesse per la sostenibilità con strumenti concreti di educazione al consumo: imparare a leggere le etichette, riconoscere fonti autorevoli, comprendere il significato delle certificazioni e valutare le affermazioni nutrizionali e ambientali.
Da queste esigenze nasce anche la proposta di una nuova Carta dei diritti del cittadino-consumatore, con cui Cittadinanzattiva aggiorna il proprio quadro di riferimento alle trasformazioni ecologiche e digitali dei mercati. Tra i dieci diritti richiamati:
Sono principi coerenti con l’impegno dell’Unione per una comunicazione fondata sulle evidenze e per una maggiore conoscenza delle filiere. L’educazione al consumo aiuta a interpretare le informazioni e a riconoscere le fonti affidabili; la trasparenza delle imprese e l’efficacia delle tutele creano le condizioni perché queste conoscenze possano tradursi in scelte consapevoli.
Il bisogno di informazioni affidabili si collega anche al contrasto della disinformazione alimentare, affrontato negli approfondimenti di Generazione SpreK.O. Tra questi, ricordiamo l’intervista “Sana alimentazione e fake news” a Laura Rossi, Direttrice del Reparto Alimentazione, Nutrizione e Salute dell’Istituto Superiore di Sanità.
Nell’intervista, Laura Rossi richiama il caso dell’olio di palma come esempio delle difficoltà nel comunicare temi scientifici complessi. Osserva che quella vicenda ha favorito una lettura eccessivamente semplificata del rapporto tra un singolo ingrediente e la salute, ricordando il ruolo delle quantità consumate e della dieta nel suo insieme. Come sottolinea: «La lezione è che la comunicazione scientifica deve essere tempestiva, trasparente e facilmente comprensibile».
Questi contributi rafforzano il valore del percorso intrapreso dall’Unione: sostenere la ricerca, comprendere i bisogni informativi dei cittadini e favorire il dialogo tra comunità scientifica, consumatori e imprese. Un impegno per rendere la conoscenza accessibile e utilizzabile nelle scelte quotidiane, considerando insieme le dimensioni nutrizionali, ambientali e sociali della sostenibilità.
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