
Photo: Alian Rival / TRAILS
La filiera dell’olio di palma sostenibile non parte da zero. È questo uno dei messaggi principali emersi dal webinar “Dalla sostenibilità volontaria alla compliance EUDR e oltre: evoluzione e prospettive della filiera dell’olio di palma”, organizzato dall’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile in collaborazione con RSPO e Trusty, nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026, promosso da ASviS.
Il confronto ha riunito rappresentanti di standard volontari, imprese, soluzioni tecnologiche, ricerca e iniziative collaborative europee per discutere il percorso della filiera dell’olio di palma sostenibile: dai sistemi volontari di certificazione all’attuazione del Regolamento europeo contro la deforestazione, fino agli approcci che guardano oltre la compliance, verso modelli paesaggistici, agroforestali e rigenerativi.
Nel corso del webinar è stato evidenziato come la filiera dell’olio di palma sostenibile abbia sviluppato nel tempo strumenti, competenze e modelli di governance che oggi rappresentano una base importante per affrontare le nuove sfide normative europee.
La filiera ha maturato un’esperienza consolidata su certificazione, tracciabilità, monitoraggio della deforestazione, coinvolgimento degli stakeholder e miglioramento continuo. Questo patrimonio di strumenti e conoscenze costituisce un vantaggio significativo nel percorso verso l’attuazione dell’EUDR.
In questo contesto, l’intervento di Angeline Camus, Government Affairs Manager Europe di RSPO, ha sottolineato il ruolo dello standard volontario RSPO nel costruire filiere più trasparenti e responsabili. RSPO è stato presentato non come alternativa al quadro regolatorio, ma come uno strumento di supporto, rilevante non solo per l’EUDR, ma anche nel più ampio contesto ESG e di sostenibilità.
Particolare attenzione è stata dedicata anche a PRISMA, la piattaforma sviluppata da RSPO per rafforzare la gestione e l’utilizzo delle informazioni raccolte lungo la filiera, mettendo a disposizione delle aziende certificate dati e strumenti utili per diverse esigenze globali di compliance, rendicontazione e sostenibilità.
L’intervento di Alessandro Chelli, CEO e Co-Founder di Trusty, ha approfondito le implicazioni operative dell’EUDR, con particolare riferimento a geolocalizzazione, raccolta e qualità dei dati, due diligence, gestione documentale, interoperabilità e collegamento con il Sistema Informativo europeo.
E’ emerso che l’attuazione dell’EUDR non può essere ridotta a un mero adempimento formale. La due diligence richiede processi strutturati, sistemi digitali affidabili, capacità di valutazione del rischio e coordinamento lungo tutta la filiera.
In questo quadro, è stato richiamato anche il valore dei test operativi e delle attività preparatorie, incluse esperienze di dry-run, per verificare in anticipo la tenuta dei flussi informativi, la qualità dei dati, il funzionamento degli strumenti digitali e la capacità degli operatori di predisporre dichiarazioni di due diligence coerenti e verificabili.
Questi esercizi non devono essere letti come una validazione preventiva della conformità, ma come strumenti pratici per individuare criticità tecniche, testare processi e migliorare la preparazione delle aziende prima dell’entrata a regime degli obblighi.
Sono stati inoltre richiamati alcuni temi interpretativi e tecnici rilevanti per le imprese, tra cui il ruolo degli operatori a valle, la gestione delle informazioni lungo la catena di fornitura, il perimetro degli obblighi di legalità, la piena operatività del Sistema Informativo europeo e la necessità di maggiore armonizzazione nell’applicazione delle regole.
Uno dei messaggi più importanti emersi è che l’EUDR richiede chiarezza, soluzioni pratiche, supporto tecnico, collaborazione multi-stakeholder e armonizzazione.
La testimonianza aziendale di Marcello Valenti di Unigrà ha portato il dibattito sul piano dell’implementazione concreta. Il caso Unigrà ha mostrato come molte aziende della filiera abbiano iniziato da tempo a costruire sistemi interni di sostenibilità, tracciabilità e controllo, ben prima dell’entrata in applicazione dell’EUDR.
Sono stati richiamati, tra gli altri elementi, l’impegno di lungo periodo nella certificazione RSPO, la tracciabilità fino ai mulini e alle piantagioni, l’utilizzo di strumenti di monitoraggio satellitare, il dialogo con i fornitori, la partecipazione a iniziative settoriali e lo sviluppo di metodologie condivise per la valutazione del rischio.
La prospettiva aziendale ha confermato che la compliance EUDR richiede un lavoro operativo significativo: raccolta dati, verifica delle origini, aggiornamento dei processi interni e capacità di rispondere alle richieste dei clienti e delle autorità competenti.
Un ulteriore elemento emerso riguarda il lavoro avviato da Unigrà sulla misurazione delle emissioni di gas serra lungo la filiera, con particolare riferimento alle emissioni Scope 3 connesse all’uso del suolo. L’obiettivo è ottenere dati primari specifici della propria supply chain, superando il ricorso esclusivo a database generici, anche attraverso una collaborazione con xFarm.
Questo approccio conferma come tracciabilità, qualità dei dati, EUDR e rendicontazione climatica siano sempre più interconnessi. Gli strumenti e i processi sviluppati per rispondere alle sfide poste dal regolamento possono contribuire anche a una migliore misurazione degli impatti ambientali e alla definizione di strategie ESG più efficaci.
Un altro tema centrale del webinar è stato il valore della collaborazione. Josil Murray dell’European Forest Institute ha presentato la EUDR Community of Practice (CoP), iniziativa concepita come spazio tecnico e neutrale di confronto tra imprese, autorità competenti, ONG, esperti tecnici e istituzioni.
La Community of Practice nasce con un obiettivo pratico: favorire l’apprendimento condiviso, individuare problemi comuni e contribuire a rendere l’attuazione dell’EUDR più coerente ed efficace tra diverse commodity e geografie.
È stato sinteticamente condiviso quanto emerso dalle prime due riunioni della EUDR CoP e anticipato che il problema della condivisione dei dati di geolocalizzazione delle piantagioni in Indonesia sembra essere finalmente in via di risoluzione. L’attenzione è stata inoltre richiamata sui dry-runs facilitati da EFI e condotti con il coinvolgimento delle autorità competenti, in particolare quelli relativi al settore dell’olio di palma in Indonesia e Malesia, utili per comprendere meglio le modalità con cui potrebbero essere valutati i sistemi di due diligence, la qualità dei dati e gli approcci di risk assessment, favorendo un confronto più concreto tra imprese e autorità nazionali competenti.
La parte conclusiva del webinar ha allargato lo sguardo oltre l’EUDR. Alain Rival del CIRAD ha presentato il progetto TRAILS, un’iniziativa di ricerca e sperimentazione dedicata ad approcci agroforestali e paesaggistici nella coltivazione della palma da olio.
Il progetto esplora la possibilità di integrare la coltivazione della palma con specie forestali native, con l’obiettivo di aumentare la resilienza dei sistemi agricoli, rafforzare la biodiversità, migliorare la capacità di adattamento climatico e valutare nuovi modelli produttivi più integrati nel paesaggio.
Il messaggio emerso è chiaro: la compliance è essenziale, ma non può rappresentare il punto di arrivo. Il futuro della sostenibilità nelle filiere agricole passa anche dalla capacità di ridurre gli impatti, ripristinare ecosistemi, rafforzare la resilienza dei territori e sviluppare approcci rigenerativi basati sulla scienza.
Dal webinar sono emersi alcuni messaggi chiave:
Come ha ricordato il Presidente dell’Unione, Vincenzo Tapella, nelle conclusioni, la sostenibilità delle commodity agricole non può più essere affrontata come una semplice questione di conformità normativa. L’EUDR rappresenta una tappa importante, ma anche un’accelerazione di un percorso già avviato da tempo, grazie a standard volontari, sistemi di tracciabilità e iniziative multi-stakeholder.
Per l’Unione, la filiera dell’olio di palma sostenibile può continuare a rappresentare un laboratorio di innovazione, collaborazione e trasformazione verso modelli sempre più sostenibili e resilienti.
La registrazione dell’incontro e le presentazioni sono disponibili QUI