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30/09/2026

DIRETTIVA EMPCO: nuove Q&A della Commissione e regole operative dal 27 settembre

 

Sono entrate in applicazione il 27 settembre 2026 le nuove disposizioni europee contro il greenwashing previste dalla Direttiva Empowering Consumers for the Green Transition, recepita in Italia dal D.Lgs. 20 febbraio 2026, n. 30.

 

Il 22 settembre, pochi giorni prima dell’entrata in applicazione delle nuove disposizioni, la Commissione europea ha pubblicato una versione aggiornata delle proprie Questions & Answers sulla Direttiva.

Il confronto con la precedente versione del 18 maggio 2026  mostra che l’impostazione generale delle Q&A resta sostanzialmente invariata: le 21 domande sono confermate, così come i chiarimenti già forniti su claim ambientali, packaging, etichette di sostenibilità e sistemi di certificazione. L’aggiornamento più rilevante riguarda invece la gestione dei prodotti esistenti, sulla quale la Commissione fornisce indicazioni più dettagliate.

Prodotti già esistenti: indicazioni più precise sugli “old stock”

La versione di maggio aveva già chiarito che le nuove disposizioni si sarebbero applicate, dal 27 settembre, anche ai prodotti già esistenti. Per eventuali claim o etichette di sostenibilità non conformi, la Commissione indicava tra le possibili soluzioni la correzione tramite adesivi o l’aggiunta di informazioni supplementari nel punto vendita.

Le FAQ di settembre sviluppano questo punto e introducono espressamente il concetto di old stock, comprendendo i prodotti o gli imballaggi già fabbricati, ordinati, distribuiti o collocati sugli scaffali prima del 27 settembre 2026.

Vengono inoltre precisate le possibili modalità di intervento. Oltre alla correzione o copertura del claim tramite adesivi, le informazioni supplementari possono essere fornite in prossimità dei prodotti interessati nel punto vendita, purché sia possibile identificare chiaramente a quali prodotti si riferiscono.

Non viene quindi introdotta un’esenzione generale per le scorte esistenti: anche queste rientrano nelle nuove regole. L’aggiornamento fornisce però maggiori indicazioni su come affrontare concretamente le situazioni transitorie.

 

Più attenzione alla proporzionalità degli interventi

Un’altra integrazione riguarda l’approccio delle autorità nei confronti degli stock già presenti nella catena distributiva.

Già a maggio la Commissione indicava che, nella valutazione dei singoli casi, le autorità avrebbero potuto considerare gli sforzi ragionevoli e proporzionati compiuti dalle imprese per conformarsi alle nuove disposizioni.

La versione di settembre aggiunge che potranno essere valutati anche gli eventuali costi sproporzionati delle misure necessarie per adeguare i prodotti e il rischio che tali interventi comportino danni ambientali non necessari.

La Commissione richiama inoltre il Common Understanding on old stock sviluppato dalle autorità nazionali della rete Consumer Protection Cooperation (CPC) per favorire un approccio più coerente nell’applicazione delle nuove regole. Il documento sottolinea, da un lato, la necessità per le imprese di attivarsi tempestivamente e in buona fede e, dall’altro, la possibilità per le autorità di tenere conto di effettive e specifiche difficoltà nella gestione della fase transitoria.

 

Per la filiera palma diventano operative le indicazioni su sustainability label e claim ambientali

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