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28/07/2026

EUDR e dati geospaziali: il nuovo regolamento indonesiano apre una fase di dialogo tecnico

dati geospaziali

Il nuovo Regolamento BIG n. 1/2026 sulla diffusione internazionale dei dati geospaziali rappresenta un passaggio importante per le filiere soggette all’EUDR, soprattutto per quella dell’olio di palma.

Pur non eliminando automaticamente tutte le criticità legate alla condivisione dei poligoni e dei dati di geolocalizzazione, il provvedimento introduce finalmente un quadro formale per la condivisione all’estero  di coordinate, punti, linee e poligoni, bilanciando esigenze di trasparenza, sovranità dei dati, sicurezza e tutela delle informazioni sensibili.

Un nuovo quadro per accompagnare la tracciabilità delle filiere

Anche le dry run facilitate da European Forest Institute – EFI nel settore dell’olio di palma avevano evidenziato come, nel caso dell’Indonesia, la condivisione di dati geospaziali dettagliati rappresenta una delle principali criticità operative per la piena attuazione dell’EUDR.

Il provvedimento, adottato il 22 maggio scorso dalla Badan Informasi Geospasial — l’Agenzia indonesiana per l’informazione geospaziale —  ed entrato in vigore il 3 giugno 2026, disciplina la diffusione di dati e informazioni geospaziali che rappresentano il territorio indonesiano anche in contesti internazionali, comprese le transazioni commerciali. È un elemento significativo per le filiere soggette all’EUDR, perché sposta il tema dal divieto alla costruzione di un quadro regolato per la condivisione dei dati.

Il regolamento prevede allo stesso tempo limiti per elementi che contengano identità personali, dati di proprietà, infrastrutture strategiche, segreti di Stato o informazioni soggette a restrizioni.

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la precisione delle coordinate. Il testo indica, tra le informazioni geospaziali diffondibili, coordinate di latitudine e longitudine con un massimo di quattro cifre decimali.  Il punto è particolarmente importante perché l’EUDR richiede coordinate con sei decimali. Anche se il Sistema Informativo corregge automaticamente le coordinate inserendo degli zeri al posto dei decimali mancanti, questa minore accuratezza del dato potrebbe rappresentare un problema generando dei falsi positivi.

Il nuovo regolamento BIG n. 1/2026 non va quindi letto come una liberalizzazione automatica dei dati geospaziali, ma come l’avvio di un percorso regolato. Il testo prevede infatti che, in alcuni casi, la diffusione di dati e informazioni geospaziali non ammesse dal regime ordinario nell’ambito delle relazioni con l’estero possa avvenire previa autorizzazione del Capo dell’Agenzia BIG. La richiesta deve includere informazioni quali il contesto della diffusione, la tipologia dei dati, l’identità del destinatario, eventuali ulteriori soggetti destinatari, il meccanismo di diffusione e una dichiarazione di uso limitato.

Il nuovo quadro indonesiano sui dati geospaziali offre un’occasione per trasformare una criticità operativa in un percorso di dialogo tecnico e progressivo allineamento, a beneficio della tracciabilità, della continuità degli scambi e dell’inclusione dei piccoli produttori, molti dei quali possono non disporre della documentazione, dei dati di geolocalizzazione o della capacità organizzativa necessari a dimostrare la loro conformità.

La sfida, quindi, non è solo tecnica. È anche una questione di inclusione. Una piena attuazione dell’EUDR richiede dati affidabili e verificabili, ma anche soluzioni proporzionate, interoperabili e capaci di accompagnare gli attori più fragili della filiera, evitando che gli obblighi di tracciabilità si traducano in una loro esclusione dai mercati europei.