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08/08/2025

EUDR: L’UNIONE ITALIANA PER L’OLIO DI PALMA SOSTENIBILE CHIEDE CERTEZZA GIURIDICA, STABILITÀ E CHIAREZZA

 

Roma, 8 agosto 2025 – L’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile, nata nel 2015 grazie alla spinta di un gruppo di Associazioni di categoria aderenti a Confindustria e di aziende nazionali e internazionali attive in vari settori merceologici che utilizzano olio di palma, con l’obiettivo principale di promuovere l’impiego esclusivo di olio di palma sostenibile, è da sempre promotrice della trasparenza e della tracciabilità delle catene di approvvigionamento e non può che condividere l’obiettivo perseguito con il regolamento EUDR.

A meno di sei mesi dalla sua effettiva applicazione, insieme ad una coalizione di associazioni e organizzazioni non governative impegnate a migliorare la sostenibilità dell’olio di palma, ha sottoscritto la seguente dichiarazione congiunta:

EUDR: ABBIAMO BISOGNO DI CERTEZZA GIURIDICA, STABILITÀ E CHIAREZZA.

 

In qualità di rappresentanti di aziende, associazioni di categoria e organizzazioni non governative impegnate a migliorare la sostenibilità dell’olio di palma, ci siamo sempre impegnati affinché la lotta alla deforestazione, oggi una vera e propria emergenza ecologica in alcuni paesi, diventasse una condizione irrinunciabile per rafforzare la resilienza economica delle filiere e la fiducia dei consumatori. Le realtà che rappresentiamo hanno da diversi anni investito in pratiche trasparenti, filiere tracciabili e sostenibili, nel rispetto dei diritti umani, dei lavoratori e della biodiversità, grazie anche all’adesione a standard di certificazione. 

In questo contesto, il Regolamento (UE) 2023/1115 (EUDR) introduce un quadro normativo ambizioso per tutti gli operatori del mercato europeo che dà senso e valore agli impegni che portiamo avanti da anni su base volontaria.

Fin dall’inizio ci siamo impegnati affinché l’EUDR fosse implementato in modo efficace e possiamo affermare con orgoglio che la filiera che rappresentiamo si sta preparando responsabilmente alla sua applicazione.

Siamo quindi contrari a qualsiasi proposta di modifica che implichi un nuovo iter legislativo e non sia corredata da esaustive valutazioni d’impatto che tengano conto di dati fattuali relativi ai singoli settori, mercati e categorie di operatori; siamo pertanto preoccupati dai tentativi ricorrenti di rinviare, rivedere o addirittura abrogare il Regolamento (UE) 2023/1115. Tali iniziative non solo minano la credibilità delle istituzioni europee e dei governi nazionali, ma aggravano l’incertezza normativa, generando confusione e aumento dei costi operativi e trasmettono ai consumatori un messaggio incoerente, proprio quando la domanda di trasparenza e sostenibilità è in crescita.

Le criticità e complessità riscontrate in fase di applicazione possono essere risolte con legislazione secondaria e atti delegati, con il supporto della Commissione europea e degli Stati membri per fornire chiarimenti interpretativi e perfezionare gli strumenti operativi attraverso interventi tecnici (ad esempio linee guida, FAQ, assistenza). Inoltre, è necessario negoziare con i paesi terzi e garantire l’armonizzazione del quadro normativo di implementazione dell’EUDR a livello nazionale.

Tra le questioni aperte che riteniamo indispensabile e urgente risolvere citiamo ad esempio:

  • le resistenze di alcuni paesi produttori al rilascio dei poligoni con conseguenti notevoli difficoltà operative sulla filiera dell’olio di palma ed in particolare sugli operatori europei, i soli ad essere legalmente responsabili;
  • lacune nella lista dei prodotti correlati all’olio di palma in Allegato I e conseguenti perturbazioni della parità di condizioni, che dovrebbero essere risolte tramite il Progetto di regolamento delegato – Ares(2025)3099313.

 

I necessari chiarimenti devono tradursi in un quadro normativo di pratica applicazione per raggiungere i risultati auspicati.

Ribadiamo con forza che:

  • la stabilità del quadro giuridico è condizione essenziale per la competitività delle imprese europee;
  • l’EUDR va preservato nella sua ambizione e nella sua tempistica e attuato con coerenza e pragmatismo;
  • la sua revisione anticipata rispetto a quanto già previsto dal regolamento stesso aprirebbe una pericolosa fase di incertezza che scoraggerebbe gli investimenti;
  • il sostegno concreto ai piccoli coltivatori nei Paesi produttori resta indispensabile per un’attuazione equa e inclusiva.

 

Le nostre organizzazioni sono a disposizione della Commissione Europea e delle Autorità Nazionali Competenti per contribuire alla risoluzione dei problemi ancora aperti, tenendo conto delle complessità e peculiarità delle diverse catene di approvvigionamento e dei sistemi di certificazione e delle politiche aziendali già in essere.

 

  • Alliance pour la Préservation des Forêts (APF)[1]
  • Gremial de Palmicultores de Guatemala – GREPALMA[2]
  • MVO – The Netherlands Oils and Fats Industry[3]
  • Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile[4]
  • Amici della Terra Italia onlus [5]
  • Orangutan Land Trust[6]

 

 

Scarica la Dichiarazione congiunta in Italiano

Download the  Joint Statement in English 

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[1] Alliance pour la Préservation des Forêts (APF) (www.alliance-preservation-forets.org) è un’organizzazione francese costituita nel 2018 che riunisce produttori e distributori responsabili con l’obiettivo di combattere la deforestazione. L’APF implementa misure concrete contro la deforestazione e sottopone le proprie iniziative al controllo di ONG ambientali e sociali. Si impegna a informare sulle problematiche legate alla deforestazione, a creare un ponte tra aziende e altri attori coinvolti e ad aiutare i membri a rispettare i loro impegni.

[2] L’Associazione dei Coltivatori di Palma da Olio del Guatemala – GREPALMA (www.grepalma.org) è stata fondata nel 2008 come organizzazione senza scopo di lucro con l’obiettivo di riunire piccoli, medi e grandi coltivatori di palma da olio in Guatemala e promuovere una produzione sostenibile dell’olio di palma come opzione praticabile per creare opportunità e contribuire allo sviluppo del Paese.

[3] MVO – The Netherlands Oils and Fats Industry (www.mvo.nl) è un’organizzazione che rappresenta il 95% delle aziende olandesi attive nella produzione, lavorazione e commercio di oli e grassi vegetali e animali. La loro missione è lavorare verso un mondo sostenibile e un’economia circolare, bilanciando persone, pianeta e profitto. MVO funge da piattaforma per le aziende del settore, rappresentandole nei contatti con il governo, la politica, le organizzazioni sociali, la scienza e i media.

[4] Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile (www.oliodipalmasostenibile.it) è nata nel 2015 grazie alla spinta di un gruppo di Associazioni di categoria aderenti a Confindustria e di aziende nazionali e internazionali attive in vari settori merceologici che utilizzano olio di palma, con obiettivo principale di promuovere l’impiego esclusivo di olio di palma sostenibile. La sua attività è da sempre ispirata a principi di trasparenza ed obiettività scientifica e si avvale del supporto di un Comitato Tecnico Scientifico interdisciplinare esterno, che ha il compito di validare la correttezza scientifica dei messaggi diffusi. Dal 2021 aderisce all’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS).Sono Membri dell’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile: Ferrero SpA, I.GI SpA, IMCD Italia SpA, ISF Italy Srl, ISF Sdn. Bhd, O.P.R.A.M. Srl, OR Sell SpA, Socado Srl, Unigrà Srl, Vandemoortele Italia SpA, Zschimmer & Schwarz Italiana SpA, Associazione Italiana dell’Industria Olearia (Assitol), Unione Italiana Food (Unionfood), Amici della Terra Italia onlus, Orangutan Land Trust, Roundtable on Sustainable Palm Oil (RSPO), Istituto Certificazione Etica e Ambientale (ICEA), ERREPPI Srl, GREPALMA, SCS Global Services.

[5] Amici della Terra Italia Onlus (www.amicidellaterra.it), è un’Associazione ambientalista riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente, attiva in Italia dal 1978 su tutto il territorio nazionale. Gli Amici della Terra promuovono politiche e comportamenti orientati alla protezione dell’ambiente e allo sviluppo sostenibile, attraverso campagne di opinione, progetti, informazione ed educazione ambientali, iniziative sul territorio. Una corposa attività di studio e ricerca fornisce solide basi scientifiche alle loro attività e posizioni.

[6] Orangutan Land Trust (www.orangutanlandtrust.com) è un ente di beneficenza registrato in Inghilterra e Galles. Si concentra sul sostegno alla conservazione, al ripristino e alla protezione delle foreste nelle aree in cui gli oranghi esistono naturalmente o sono esistiti in passato. L’obiettivo principale è garantire che ci siano aree forestali sicure riservate agli oranghi e ad altre specie che li accompagnano nel loro habitat per formare un ecosistema sano.