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30/09/2026

EUDR: settembre porta l’attuazione sul terreno

 

Nuovi strumenti, aggiornamento del product scope e prime lezioni dalla Community of Practice

Con l’avvicinarsi dell’applicazione dell’EUDR, il confronto si sta progressivamente spostando dall’interpretazione della norma alla sua gestione concreta lungo le catene di approvvigionamento.

Nel corso del mese di settembre sono intervenuti diversi aggiornamenti rilevanti. Il Regolamento delegato (UE) 2026/2102, pubblicato il 17 settembre, modifica l’Allegato I dell’EUDR aggiornando l’elenco dei prodotti interessati. Per la filiera palma assume particolare rilievo l’inclusione di alcuni nuovi derivati, per i quali è previsto un periodo aggiuntivo di preparazione fino al 30 dicembre 2027. Restano purtroppo fuori alcuni derivati per i quali era stata proposta l’inclusione.

Parallelamente, la Commissione ha continuato ad aggiornare l’EUDR Information System, lo strumento della piattaforma TRACES attraverso il quale vengono gestite le dichiarazioni di dovuta diligenza. Il sistema distingue tra ambiente Production, nel quale le dichiarazioni hanno valore legale, e ambiente Acceptance, destinato a test, familiarizzazione e formazione. Sono disponibili funzioni per la gestione delle geolocalizzazioni, dei dati di prodotto, delle DDS e delle trasmissioni automatizzate tramite API; nuove sessioni formative sono previste anche nel mese di ottobre.

Un ulteriore contributo alla preparazione operativa arriva dall’EUDR Community of Practice (CoP) , promossa dall’European Forest Institute (EFI) e dall’EU Sustainable Supply Chains Coalition. La sessione pubblica del 17 settembre ha restituito le principali lezioni maturate nei primi sei mesi di confronto tra imprese, autorità competenti, Paesi produttori, sistemi di certificazione, service provider, società civile ed esperti tecnici.

I lavori della Community of Practice confermano l’importanza di affrontare l’EUDR come un processo di due diligence che coinvolge contemporaneamente qualità e gestione dei dati, tracciabilità, valutazione del rischio, responsabilità lungo la supply chain e interazione tra strumenti privati e obblighi regolatori. I sistemi di certificazione possono fornire dati, controlli e infrastrutture utili, ma devono essere correttamente integrati nei processi di due diligence dell’operatore.

Per la filiera dell’olio di palma, questi aspetti assumono particolare rilevanza nelle catene articolate e nelle situazioni in cui convivono diversi modelli di supply chain, operatori downstream e grandi quantità di dati di geolocalizzazione delle piantagioni.

L’Unione sta seguendo questi sviluppi attraverso il confronto con le imprese, RSPO, gli esperti coinvolti nella Community of Practice e l’Autorità competente italiana, con l’obiettivo di trasformare progressivamente gli orientamenti regolatori in indicazioni applicabili alla filiera.

 

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