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22/04/2020

Giornata Mondiale della Terra – Una dieta sostenibile per il Pianeta

La 50° edizione della Giornata Mondiale della Terra (International Mother Earth Day 2020) è un’occasione per riflettere su quanto la salute del nostro Pianeta sia importante per tutti noi e ci ricorda quanto sia urgente trovare un equilibrio tra sostenibilità ambientale e diritto allo sviluppo economico e sociale. La transizione verso un modello di alimentazione sostenibile è essenziale per garantire sicurezza alimentare, generare benessere e allo stesso tempo contrastare i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità. L’olio di palma, se prodotto in modo responsabile, può essere la chiave di volta per raggiungere e mantenere quel delicato equilibrio tra le tre P: Pianeta, Persone e Prosperità. 

 

Il tema della Giornata Mondiale della Terra 2020 è “azione per il clima”. 

Se da un lato è innegabile che i cambiamenti climatici siano causati in parte dall’attività umana e che il nostro Pianeta debba essere preservato, non è possibile immaginare un futuro senza sviluppo sociale ed economico. La sfida è aperta, e –  dal momento che l’agricoltura, oltre a subirne gli effetti negativi, viene considerata tra i principali responsabili del cambiamento climatico – una delle soluzioni più efficaci è quella di adottare un modello di produzione e consumo alimentare sostenibile.

In tale contesto, occorre considerare anche che l’agricoltura sostenibile può addirittura svolgere un ruolo fondamentale nella salvaguardia e nella gestione della biodiversità. Nel ricordare, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, l’urgenza di affrontare  il complesso problema della salvaguardia ambientale non si può ignorare la valenza socio economica dell’agricoltura per molte comunità, come ad esempio nel caso dell’olio di palma.

In un report del 2017 lo Human Rights Council delle Nazioni Unite ha chiarito molto bene questo concetto sottolineando il diritto ad una crescita sostenibile. Con grande pragmatismo si afferma che lo sviluppo umano dipende dall’utilizzo degli ecosistemi e anche dalla conversione delle aree naturali, come le foreste, in ecosistemi gestiti dall’uomo, come pascoli e terreni coltivati. Nutrire in modo adeguato 7,5 miliardi di persone e permettere loro di raggiungere condizioni socio-economiche migliori  evitando l’eccessivo sfruttamento delle risorse naturali. Questa è la ricetta giusta, altrimenti si rischia di ostacolare gli stessi diritti umani a godere della biodiversità e dei numerosi benefici diretti ed indiretti che ne conseguono. 

Secondo la FAO, una dieta sostenibile deve avere un basso impatto ambientale, contribuire alla sicurezza alimentare e nutrizionale e alla vita sana per le generazioni presenti e future. Inoltre, deve essere rispettosa della biodiversità e degli ecosistemi, accessibile ed economicamente equa, adeguata sotto il profilo nutrizionale, sicura, sana e tendere all’ottimizzazione delle risorse naturali e umane. 

È questo il retroterra del concetto di alimentazione sostenibile. Benessere, sviluppo socio-economico e conservazione della natura possono e devono andare di pari passo e trovare un equilibrio. 

 

Ma perché l’olio di palma favorisce il raggiungimento di questo delicato punto di equilibrio tra la Terra e l’Uomo?

Le ragioni sono molteplici. Considerando una popolazione di circa 10 miliardi nel 2050 è ipotizzabile che il fabbisogno nutrizionale si moltiplicherà e crescerà anche, secondo gli esperti, il consumo di grassi vegetali. L’olio di palma è già oggi l’olio vegetale più consumato al mondo. Secondo lo studio “Global food demand and the sustainable intensification of agriculture” pubblicato su PNAS nel 2011, l’olio di palma è la quinta fonte di calorie a livello globale dopo il riso, il grano, il mais e la soia

Non è un caso quindi se la Commissione EAT di The Lancet, nella sua “dieta planetaria”, suggerisce l’olio di palma come fonte di grassi saturi, indispensabili, nelle giuste dosi, dal punto di vista fisiologico. 

Sul piano della sostenibilità, l’olio di palma rappresenta un compromesso ottimale tra utilizzo delle risorse naturali e sviluppo. Le palme da olio occupano appena il 7% di tutte le aree destinate alla produzione degli oli vegetali e, allo stesso tempo, assicurano il 38% di tutta la produzione di gli oli e grassi. 

A questo si aggiunge l’effetto moltiplicatore innescato dall’impegno dei produttori ed utilizzatori nel garantire filiere sempre più sostenibili (leggi qui), attraverso l’implementazione di politiche NDPE e certificazioni internazionali sempre più stringenti, che assicurano il rispetto del delicato equilibrio tra l’ambiente e le attività umane.

Quel bilanciamento che oggi è invece seriamente minacciato dalle campagne di boicottaggio dell’olio di palma, che non solo ostacolano lo sviluppo sostenibile ma – nel rispondere semplicemente a logiche commerciali – innescano addirittura effetti perversi sull’ambiente. 

Nel celebrare Giornata Mondiale della Terra è giusto ricordarlo: l’alimentazione sostenibile è la chiave per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030 e la scienza conferma che l’olio di palma, se prodotto responsabilmente, permette di preservare le foreste e la biodiversità e al tempo stesso di rispettare il diritto allo sviluppo e alla sicurezza alimentare.