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28/07/2026

Olio di palma e fake news: dall’ISS un invito a superare le semplificazioni

 

Come riconoscere una fake news alimentare? Quali fonti consultare? E perché alcune informazioni scorrette riescono a diffondersi più rapidamente delle evidenze scientifiche?

A questi temi è dedicata l’intervista a Laura Rossi, Direttrice del Reparto Alimentazione, Nutrizione e Salute dell’Istituto Superiore di Sanità, pubblicata nell’ambito del progetto “Vita da generazione spreK.O.”, promosso da Cittadinanzattiva e finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Tra i casi affrontati figura anche quello dell’olio di palma.

Secondo l’esperta, la campagna che lo ha trasformato nel “nemico pubblico numero uno” delle tavole italiane dimostra come una questione scientifica complessa possa essere ridotta a un messaggio eccessivamente semplice, fino a individuare in un solo ingrediente il principale responsabile di problemi di salute.

 

La dieta conta più del singolo ingrediente

 

In realtà un alimento presentato come “senza” una determinata materia prima non è necessariamente più equilibrato dal punto di vista nutrizionale.  Il rischio nutrizionale dipende dalle quantità consumate, dalla frequenza di consumo, dalla composizione complessiva del prodotto e, più in generale, dall’equilibrio della dieta.

Demonizzare un singolo alimento o ingrediente, osserva Laura Rossi, raramente aiuta i consumatori a compiere scelte migliori.

 

Informare senza demonizzare

 

Il caso dell’olio di palma dimostra quanto la semplificazione possa condizionare la percezione dei consumatori, spostando l’attenzione dalla qualità complessiva dei prodotti e delle filiere alla sola presenza o assenza di un ingrediente.

La lezione – conclude Laura Rossi – è che la comunicazione scientifica deve essere tempestiva, trasparente e facilmente comprensibile. Quando manca una voce autorevole, lo spazio viene rapidamente occupato da informazioni imprecise o fuorvianti.

L’intervista offre quindi un contributo importante alla promozione di una comunicazione alimentare più accurata, fondata su fonti autorevoli e capace di distinguere le evidenze scientifiche dalle opinioni e dai messaggi prevalentemente emotivi.

È un approccio coerente con l’impegno dell’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile a favorire un dibattito equilibrato, che consideri la qualità nutrizionale dei prodotti, le modalità di consumo e la sostenibilità e tracciabilità delle filiere, superando la contrapposizione semplicistica tra ingredienti “buoni” e “cattivi”.

 

Leggi l’intervista completa:
“Sana alimentazione e fake news”

Leggi il Position Paper:
“Olio di Palma: Nutrizione Sostenibile e Sicurezza Alimentare”