Una nuova review coordinata dal prof. Alain Rival propone di valutare la coltivazione della palma da olio mettendo in relazione produttività, biodiversità, funzionamento degli ecosistemi e salute. In un’intervista con l’Unione, il ricercatore del CIRAD illustra i contenuti del paper e il collegamento con il progetto TRAILS.
Una nuova review pubblicata sulla rivista scientifica Agricultural Systems propone di osservare la coltivazione della palma da olio attraverso la prospettiva One Health, che riconosce la stretta interdipendenza tra la salute degli ecosistemi, degli animali e delle persone.
Il lavoro, intitolato Sustainable oil palm cultivation through a One Health perspective: Linking biodiversity, ecosystem functioning and public health, è firmato da Alain Rival e da un gruppo interdisciplinare di ricercatori ed esperti appartenenti, tra gli altri, a CIRAD, HUTAN e University Putra Malaysia.
La review integra conoscenze provenienti dall’ecologia, dall’epidemiologia, dall’agroforestazione e dalle scienze della sostenibilità. Il suo obiettivo è comprendere meglio le relazioni tra sistemi produttivi, biodiversità, funzioni ecosistemiche, salute delle piante e degli animali e benessere delle comunità, individuando al tempo stesso le principali priorità per la ricerca futura.
La prospettiva One Health adottata nella review considera prevalentemente la qualità dell’aria e dell’acqua, l’esposizione professionale e ambientale, gli incendi, le interazioni tra fauna e attività umane e le condizioni di vita delle comunità. Il rapporto tra biodiversità e salute richiede un’interpretazione prudente. Il paper riconosce che le evidenze che collegano direttamente la coltivazione della palma da olio a specifiche emergenze zoonotiche sono ancora limitate e che le relazioni tra biodiversità, ospiti, vettori e patogeni dipendono dal contesto.
Ne abbiamo parlato proprio con Alain Rival, primo autore del paper, che ha condiviso alcune interessanti riflessioni sul significato del lavoro.
Sei domande ad Alain Rival
UIOPS – Perché è importante adottare una prospettiva One Health per la coltivazione della palma da olio?
Alain Rival – La palma da olio è una delle colture più produttive al mondo e svolge un ruolo fondamentale nei sistemi alimentari globali e nelle economie rurali. Tuttavia, la sua rapida espansione è stata spesso associata a deforestazione, perdita di biodiversità, frammentazione degli habitat, inquinamento e riduzione della resilienza degli ecosistemi. Nella nostra review proponiamo di valutare la coltivazione della palma da olio attraverso una prospettiva One Health, riconoscendo che la salute degli ecosistemi, della fauna selvatica, degli animali da allevamento e delle persone è profondamente interconnessa.
UIOPS – Che cosa emerge dall’analisi dei sistemi convenzionali di monocoltura?
Alain Rival – Sulla base delle evidenze provenienti dall’ecologia, dall’epidemiologia, dall’agroforestazione e dalle scienze della sostenibilità, la review evidenzia che le monocolture convenzionali tendono a semplificare gli ecosistemi e possono indebolire funzioni ecologiche essenziali, come l’impollinazione, il ciclo dei nutrienti e la regolazione naturale dei parassiti. Le monocolture possono inoltre modificare le interazioni tra ospiti e patogeni che influenzano l’insorgenza delle malattie.
UIOPS – Quale ruolo svolgono i sistemi di certificazione?
Alain Rival – I sistemi di certificazione come RSPO, ISPO e MSPO sono indispensabili per promuovere pratiche ambientali e sociali più responsabili. Oggi, tuttavia, sono soprattutto orientati a ridurre gli impatti delle monocolture esistenti, senza necessariamente trasformare il modello produttivo. Anche le certificazioni devono quindi evolvere, integrando sistemi di produzione più diversificati, reattivi e innovativi. L’obiettivo è favorire soluzioni capaci di rispondere non solo alla crisi climatica, ma anche alle nuove sfide dell’agricoltura, come la crescente scarsità di manodopera. La certificazione può così diventare, oltre che uno strumento di mitigazione, una vera leva di innovazione e trasformazione.
UIOPS – Perché la review attribuisce particolare importanza ai sistemi agroforestali e diversificati?
Alain Rival – La review individua nei sistemi agroforestali e diversificati uno dei percorsi più promettenti verso sistemi di coltivazione della palma da olio sempre più sostenibili. Integrare nelle piantagioni specie arboree autoctone, altre colture o animali da allevamento può contribuire a ripristinare o rafforzare la biodiversità, migliorare la qualità del suolo e dell’acqua, favorire la regolazione naturale dei parassiti, aumentare lo stoccaggio del carbonio e la resilienza climatica e diversificare i mezzi di sussistenza degli agricoltori.
UIOPS – Qual è il collegamento tra queste conclusioni e il progetto TRAILS?
Alain Rival – Queste conclusioni sono strettamente allineate agli obiettivi del progetto TRAILS, una collaborazione tra CIRAD, HUTAN e partner malesi che sta sviluppando e valutando sistemi agroforestali innovativi basati sulla palma da olio nel Sabah. Attraverso la produzione di evidenze scientifiche di lungo periodo sulla biodiversità, sul funzionamento degli ecosistemi e sulle prestazioni agricole in condizioni reali di piantagione, TRAILS affronta direttamente le priorità di ricerca evidenziate nella review.
UIOPS – Qual è il messaggio conclusivo del lavoro e del progetto TRAILS?
Alain Rival – Il messaggio centrale è che il paper e il progetto TRAILS, nel loro insieme, promuovono la transizione dalle monocolture semplificate verso paesaggi multifunzionali, nei quali la produttività agricola, la conservazione della biodiversità, il funzionamento degli ecosistemi e la salute pubblica² siano considerati obiettivi complementari anziché contrapposti. Il progetto TRAILS ha inoltre una vocazione più ampia: estendere e replicare questo approccio in nuovi contesti tropicali, così da produrre evidenze scientifiche solide sulla fattibilità e sui benefici di questa transizione e fornire alla filiera della palma da olio basi concrete per accompagnarne l’evoluzione verso modelli più diversificati, resilienti e sostenibili.

Conceptual framework illustrating how oil palm production systems influence ecosystem transformation, ecological functions, and One Health outcomes. Alain Rival, Marc Ancrenaz, Philippe Guizol, Isabelle Lackman, Sempe Burhan, Denis Fabre, Muhammad Firdaus Sulaiman, Marcel Djama, François Roger, Sustainable oil palm cultivation through a One Health perspective: Linking biodiversity, ecosystem functioning and public health (https://doi.org/10.1016/j.agsy.2026.104898).
Il contributo di Rival mette in evidenza una distinzione importante: la certificazione e la riprogettazione agroecologica dei sistemi produttivi rispondono a funzioni diverse e non devono essere considerate alternative.
La certificazione RSPO costituisce una base concreta e verificabile per migliorare le prestazioni ambientali e sociali della produzione. Gli attuali Principi e Criteri RSPO 2024 comprendono requisiti relativi alla protezione delle aree ad alto valore di conservazione e ad alto stock di carbonio, alla gestione integrata degli organismi nocivi, alle restrizioni sull’impiego dei pesticidi più pericolosi, alla tutela delle risorse idriche e delle fasce ripariali, alla riduzione delle emissioni, al divieto dell’uso del fuoco, alla protezione delle specie minacciate e ai diritti dei lavoratori e delle comunità.
Il fatto che la certificazione non richieda necessariamente la trasformazione delle piantagioni in sistemi agroforestali non ne ridimensiona il valore. Evidenzia piuttosto uno spazio ulteriore di ricerca e innovazione, da sviluppare sulla base delle caratteristiche ambientali, produttive e socioeconomiche dei diversi territori.
I sistemi agroforestali non rappresentano un modello unico applicabile indistintamente a qualsiasi piantagione. Costituiscono una possibile evoluzione da sperimentare e valutare, anche per comprenderne gli effetti sulle rese, la sostenibilità economica, la competizione tra specie e i benefici effettivamente prodotti nel lungo periodo.
È proprio in questa prospettiva che assume particolare rilevanza TRAILS, progetto multistakeholder di ricercacoordinato dal CIRAD nel Sabah, sostenuto anche dall’Unione.
TRAILS sta sperimentando in condizioni reali differenti configurazioni agroforestali, introducendo specie forestali autoctone nelle piantagioni e studiando gli effetti sulla biodiversità, sulla connettività degli habitat, sulla resilienza climatica, sulle prestazioni delle palme e sulle condizioni socioeconomiche delle comunità locali.
Il valore del progetto risiede nella possibilità di passare dalle potenzialità teoriche a evidenze misurabili. I benefici dell’agroforestazione, infatti, non possono essere considerati automaticamente acquisiti o uniformi in tutti i contesti: devono essere verificati nel tempo e confrontati con gli eventuali compromessi agronomici ed economici.
L’olio di palma non è intrinsecamente sostenibile o insostenibile. I suoi impatti dipendono dall’origine delle materie prime, dalle modalità di espansione e gestione delle piantagioni, dalla tutela degli ecosistemi e dei diritti e dalla capacità di integrare produzione e conservazione a scala di paesaggio.
In questa prospettiva, certificazione, tracciabilità, contrasto alla deforestazione e innovazione agroecologica costituiscono livelli complementari di una stessa strategia.
Anche nell’attuale fase di attuazione del Regolamento europeo sui prodotti a deforestazione zero, dimostrare la legalità, la tracciabilità e l’assenza di deforestazione rappresenta un requisito essenziale, ma non esaurisce tutte le dimensioni della sostenibilità.
La certificazione RSPO rimane quindi il punto di riferimento fondamentale per promuovere requisiti ambientali e sociali verificabili lungo le filiere, ma la ricerca e i progetti come TRAILS consentono, al tempo stesso, di esplorare ulteriori possibilità di miglioramento e di verificare in quali condizioni i paesaggi produttivi possano contribuire maggiormente alla biodiversità, alla resilienza climatica e al benessere delle comunità.
Si tratta di consolidare i risultati della certificazione e di affiancarli a percorsi di innovazione fondati su evidenze scientifiche. È questa integrazione tra responsabilità di filiera, tutela degli ecosistemi e ricerca applicata che può accompagnare l’evoluzione dell’olio di palma sostenibile verso sistemi produttivi sempre più resilienti e multifunzionali.