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28/07/2026

Osservatorio Immagino: Il claim “senza olio di palma” continua a calare mentre cresce lo spazio per una comunicazione più matura

La 19ª edizione dell’Osservatorio Immagino GS1 Italy conferma una tendenza che l’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile segue da tempo: il claim “senza olio di palma” continua a perdere centralità nel mercato alimentare italiano.

Secondo i dati dell’edizione 2026-1, nel 2025 quasi un terzo del sell-out del settore alimentare si deve ai prodotti del mondo free from e la crescita annua è stata del +3,2% a valore e del +1,4% a volume. In totale controtendenza da ormai diversi anni sono proprio le vendite di prodotti alimentari con claim “senza olio di palma” che invece nello stesso periodo registrano una flessione del -2,5% a valore e del -4,1% a volume e rappresentano il 2,5% dei prodotti rilevati e il 3,5% delle vendite in valore.

È un trend significativo, che conferma quanto già evidenziato dall’Unione nei precedenti approfondimenti dedicati alle passate edizioni dell’Osservatorio Immagino: la comunicazione costruita sull’assenza dell’ingrediente appare progressivamente meno centrale rispetto al passato, mentre cresce l’esigenza di informazioni più complete, trasparenti e fondate.

Negli anni, il claim “senza olio di palma” è stato spesso utilizzato come scorciatoia comunicativa, lasciando intendere che l’eliminazione dell’ingrediente rappresentasse di per sé una scelta migliore. Oggi, invece, il dibattito appare più maturo: la sostenibilità di un prodotto deve essere valutata (e dimostrata) tenendo conto dell’origine, delle pratiche produttive, della tracciabilità e degli strumenti di verifica.

Questa evoluzione assume oggi un rilievo ancora maggiore alla luce del nuovo quadro europeo sulla comunicazione ambientale. Il Decreto legislativo 20 febbraio 2026, n. 30, che recepisce in Italia la Direttiva (UE) 2024/825, nota come Empowering Consumers for the Green Transition, introduce nel Codice del Consumo nuove definizioni, tra cui quella di asserzione ambientale e di asserzione ambientale generica. In particolare, un’asserzione ambientale generica è una dichiarazione ambientale non specificata in termini chiari ed evidenti nello stesso mezzo di comunicazione; le nuove regole, applicabili dal 27 settembre 2026, prevedono inoltre il divieto di utilizzare dichiarazioni ambientali generiche senza poter dimostrare un’eccellenza riconosciuta delle prestazioni ambientali pertinenti.

In questo contesto, il claim “senza olio di palma” se inserito in una comunicazione che suggerisce, anche implicitamente attraverso immagini, colori, simboli o messaggi accessori, che l’assenza dell’olio di palma renda il prodotto più sostenibile sotto il profilo ambientale, potrebbe essere valutato alla luce delle nuove regole.

È quindi sempre più importante che la comunicazione sugli ingredienti sia precisa, verificabile e non semplificatoria. La sostenibilità non dipende dalla semplice esclusione di una materia prima, ma dalla qualità della filiera, dall’origine, dalla tracciabilità, dalla certificazione e dalla capacità di dimostrare le garanzie associate al prodotto.

Per l’Unione, il progressivo ridimensionamento del claim “senza olio di palma” rappresenta naturalmente un segnale positivo. Può contribuire a superare vecchie contrapposizioni e ad aprire uno spazio più equilibrato per parlare di olio di palma certificato sostenibile. Anche sotto il profilo regolatorio, il passaggio appare non solo più corretto, ma anche più coerente con l’evoluzione del quadro europeo sulla comunicazione ambientale.

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