News

05/11/2020

REPORT 2020 UIOPS: ITALIA VICINA AL TRAGUARDO DEL 100% DI OLIO DI PALMA CERTIFICATO SOSTENIBILE NEL FOOD

La recente pubblicazione del Report Annuale 2020 dell’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile offre un valido spunto per approfondire, dati alla mano,  a che punto del percorso verso la sostenibilità siamo al netto delle disinformanti campagne di demonizzazione e relative fake news, entrambe ben sintetizzabili con il claim “senza olio di palma”, ancora da troppi erroneamente considerato garanzia di salubrità alimentare e sostenibilità.

Il primo dato ad emergere con vigore è la percentuale di olio di palma certificato RSPO utilizzato dall’industria alimentare: nel 2019 siamo arrivati al 92%. Il restante 8% proviene comunque da supply chain rispondenti ai criteri di sostenibilità e dunque da coltivatori impegnati nella lotta alla deforestazione ed allo sfruttamento delle torbiere e rispettosi dei diritti dei lavoratori e delle comunità locali (NDPE).

Il dato dimostra perciò in modo chiaro il reale e progressivo avvicinamento all’obiettivo del 100% olio di palma certificato sostenibile entro il 2020  fissato dalla Dichiarazione di Amsterdam nel 2015.

Il 98% dell’olio di palma certificato ulilizzato dall’industria alimentare italiana è di tipo RSPO “Segregato” ovvero di prima scelta perché tenuto separato da olio di palma convenzionale lungo tutta la catena di approvvigionamento, mentre appena il 2% ricorre ancora all’ RSPO “Mass Balance” cioè olio di palma sostenibile proveniente da fonti certificate che successivamente può essere miscelato con olio di palma non certificato.

L’industria alimentare italiana ha mosso in pochi anni passi da gigante verso il comune obiettivo della sostenibilità e questo diventa palese se si fa riferimento al triennio 2017-2019, durante il quale la quota di olio di palma certificato RSPO utilizzato è più che raddoppiata, passando dal 43% al 92% già evidenziato.

Grazie al crescente numero di aziende aderenti a RSPO, l’Italia è il 5° paese al mondo per membri, con 226 aziende associate. A crescere è anche un altro dato, importante per il miglioramento dell’awareness, ovvero il numero di licenze per l’utilizzo del marchio RSPO: 27 nel 2016, 34 nel 2017, 47 nel 2018 e 53 nel 2019. Numeri che devono ancora crescere, ma che dimostrano una ottima risposta delle imprese italiane.

Bene dunque, anche se come detto, ancora oggi sono innumerevoli gli esempi di cattiva informazione o peggio, disinformazione, promossi contro l’olio di palma senza alcuna base scientifica e responsabili di aver generato confusione e diffidenza nei consumatori. Confusione, alimentata anche dall’assenza di norme chiare sui cosidetti claim ambientali, e la diffusa riluttanza delle imprese ad evidenziare sulle confezioni la presenza di olio di palma certificato RSPO tra gli ingredienti.

Un utilizzo piu diffuso del marchio di certificazione potrebbe favorire, non solo la conoscenza dell’olio di palma sostenibile, ma anche un miglioramento nella percezione dell’olio di palma.

Lo scenario, dal punto di vista della reale consapevolezza sulle effettive proprietà dell’olio di palma e sulle relative implicazioni ambientali, è dunque ancora poco allineato con la realtà dei fatti. Proprio questo è uno dei punti principali sui quali agire, insistendo sui concreti segnali di una inversione di tendenza, evidenziati dal Report Annuale 2020.

Le ricerche di mercato mostrano infatti un leggero miglioramento della percezione dei consumatori italiani nei confronti dell’olio di palma, unico paese a presentare un dato in positivo a livello europeo, soprattutto sotto il profilo nutrizionale. A crescere in Italia è anche la consapevolezza dell’esistenza di olio di palma sostenibile, che è la più alta in Europa (30%).

Purtroppo, nonostante le ampie rassicurazioni fornite dalle autorità competenti – come le Linee guida per l’alimentazione pubblicate dal CREA – la salute resta ancora motivo di preoccupazione, nonostante la crescente sensibilità per gli aspetti legati alla sostenibilità ambientale e sociale.

Anche se in Italia la percezione dell’olio di palma all’interno della business community e fra i consumatori sta migliorando, e nonostante sempre più persone riconoscano l’esistenza dell’olio di palma sostenibile, per poter realmente saturare la domanda unicamente con olio di palma certificato sostenibile è necessario un ulteriore e decisivo sforzo: far crollare i pregiudizi basati su fake news e strumentalizzazione di dati per favorire una piena e consapevole conoscenza dell’olio di palma sostenibile.

Porre fine all’abuso del claim “senza olio di palma” utilizzato per promuovere ambiguamente un prodotto più come più salutare e più sostenibile, integrare criteri di sostenibilità univoci per tutti gli oli vegetali, aumentare la riconoscibilità dei prodotti contenenti olio di palma sostenibile e investire nell’informazione dei consumatori sono quindi senz’altro le azioni più urgenti e necessarie da porre in essere al fine di raggiungere il traguardo della piena sostenibilità.

 

Il Report 2020 Olio di Palma Sostenibile in Italia è disponibile qui: 

Versione in ItalianoVersione in Inglese